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Il Caimano
Le avventure di Silvio Berlusconi si intrecciano con le disavventure di un regista sull'orlo di una crisi di nervi, che cerca di mettere insieme i cocci della propria vita professionale e privata. Non è una bella parodia di Berlusconi e non è una commovente vicissitudine familiare. In complesso si ride poco, si sbadiglia molto, con un Nanni Moretti che fatica atrovare il ritmo e che indugia in particolari del tutto ridondanti. Il finale riprende quota, inquieta e risveglia, ma non fa recuperare allo spettatore la sensazione che il caimano si sia mangiato anche i soldi del biglietto.

Il mio miglior nemico.
Un albergatore benestante, con moglie miliardaria e cognato avvoltoio, si impegola in una disavventura dopo aver licenziato una sua dipendente: il figlio (un Silvio Muccino in ottima forma) farà di tutto per mandarlo in rovina.
Un Verdone in stile "Manuale d'amore", confeziona una commedia frizzante, semplice e senza pretese, che diverte senza mordere, scorre via liscia con colpi di scena e battute un po' scontate. Muccino è sempre il ragazzino (dovrà pur cambiare ruolo prima o poi) che si innamora caparbiamente, un po' goffo un po' scaltro, ma che convince anche nelle scene più ricche di pathos.

Pubblicato il 3/4/2006 alle 11.11 nella rubrica Il Mereghigna.

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