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saltalarana [ chi non salta bianco è ]
 



4 giugno 2006


CAPPUCCETTO ROSSO E GLI INSOLITI SOSPETTI

Nuovi talenti crescono. La rivisitazione di Cory Edwards in chiave moderna della favola di Cappuccetto Rosso, si sviluppa sulla base di una creatività a tratti sorprendente, mettendo in scena personaggi divertenti e inattesi.
La storia si sviluppa sullo schema del flashback, che ha caratterizzato cinema di livello come , ultimamente, Crash o Inside Man, che stravolge la consuetudine e consegna un film con colpi di scena a ripetizione e remake di scene cult di film come Mission Impossible, Matrix (già visto), Kill Bill.
Pur recuperando il clichè già visto della nonnina che nasconde, dietro all'immagine impolverata, una realtà estremamente (è il caso di dirlo) insospettabile, il risultato è molto gradevole: Pixar e Disney sono avvisate.




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21 aprile 2006



Notte prima degli esami

Un gruppo di adolescenti alle prese con gli esami di maturità, ripropone perfettamente un cinema di genere che spopolava negli anni '80, con Sapore di Mare e cloni vari.
Dopo un inizio abbastanza piacevole, il film è tenuto in piedi dalla simpatia di Nicolas Vaporidis, il bravo ragazzo un po' imbranato (ma va?), che mette in scenza tutta una serie di gaffes con il suo terribile professore di liceo, un Giorgio Faletti un po' monocorde.
In realtà la caratterizzazione di tutti i personaggi, da Faletti-professore carogna, a Andrea De Rosa-coatto vocazionale, a Eros Galbiati-ricco e viziato, è estremamente banale e già vista.
Il rapporto tra gli adolescenti tra di loro e con i genitori, mette in scena con naturalezza un cinema senza sorprese e creatività, che invece abbiamo trovato in "Come te nessuno mai" di Muccino oppure in "Che ne sarà di noi" di Veronesi.
Nel complesso si sorride a tratti, ma gli ingredienti sono minestra riscaldata.




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3 aprile 2006



Il Caimano
Le avventure di Silvio Berlusconi si intrecciano con le disavventure di un regista sull'orlo di una crisi di nervi, che cerca di mettere insieme i cocci della propria vita professionale e privata. Non è una bella parodia di Berlusconi e non è una commovente vicissitudine familiare. In complesso si ride poco, si sbadiglia molto, con un Nanni Moretti che fatica atrovare il ritmo e che indugia in particolari del tutto ridondanti. Il finale riprende quota, inquieta e risveglia, ma non fa recuperare allo spettatore la sensazione che il caimano si sia mangiato anche i soldi del biglietto.

Il mio miglior nemico.
Un albergatore benestante, con moglie miliardaria e cognato avvoltoio, si impegola in una disavventura dopo aver licenziato una sua dipendente: il figlio (un Silvio Muccino in ottima forma) farà di tutto per mandarlo in rovina.
Un Verdone in stile "Manuale d'amore", confeziona una commedia frizzante, semplice e senza pretese, che diverte senza mordere, scorre via liscia con colpi di scena e battute un po' scontate. Muccino è sempre il ragazzino (dovrà pur cambiare ruolo prima o poi) che si innamora caparbiamente, un po' goffo un po' scaltro, ma che convince anche nelle scene più ricche di pathos.




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