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saltalarana [ chi non salta bianco è ]
 



3 aprile 2006


CHI SONO I MASOCHISTI?

Finchè pensiamo che una buona parte dell'elettorato non possa e non potrà mai accettare di votare uno schieramento al cui interno vivono partiti come Rifondazione Comunista che, qualunque cosa si dica, è comunque un movimento fortemente ancorato ad una visione statalista dell'economia e ad una difesa dei privilegi acquisiti, non c'è da stupirsi. Ma non riusciamo a non rimanere civicamente sbalorditi dalla caparbietà di coloro che mantengono intenzioni di voto per Berlusconi, dopo il malgoverno, destabilizzante e moralmente imbarazzante, che ha regalato all'Italia in questi cinque anni. Senza dover fare il solito elenco delle leggi ad personam o degli interventi irresponsabili (o forse molto responsabilmente orientati) nei confronti della magistratura, anche in casi vergognosi come quello Antonveneta, la cosa che sorprende, come scriveva L'Economist (un magazine bolscevico) alcuni anni fa, è l'indifferenza che sembrano avere gli italiani nei confronti di questi temi. Ci si sarebbe potuti aspettare di veder crescere in modo importante l'Udc o An e di veder precipitare Forza Italia almeno sotto la soglia del 10%, radicalizzando il proprio voto all'interno della coalizione, ma dando un segnale chiaro di disaffezione nei confronti di certi praticonismi che non danneggiano solo l'immagine dell'Italia. Non è un bel segnale, che continui a prevalere l'immagine alla sostanza e non è un bel segnale che personaggi come Fini o Casini abbiano scelto di essere embedded, abbandonando la linea degli ideali in favore di quella, più proficua, specialmente nel breve termine, dell'opportunismo.




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3 aprile 2006



Il Caimano
Le avventure di Silvio Berlusconi si intrecciano con le disavventure di un regista sull'orlo di una crisi di nervi, che cerca di mettere insieme i cocci della propria vita professionale e privata. Non è una bella parodia di Berlusconi e non è una commovente vicissitudine familiare. In complesso si ride poco, si sbadiglia molto, con un Nanni Moretti che fatica atrovare il ritmo e che indugia in particolari del tutto ridondanti. Il finale riprende quota, inquieta e risveglia, ma non fa recuperare allo spettatore la sensazione che il caimano si sia mangiato anche i soldi del biglietto.

Il mio miglior nemico.
Un albergatore benestante, con moglie miliardaria e cognato avvoltoio, si impegola in una disavventura dopo aver licenziato una sua dipendente: il figlio (un Silvio Muccino in ottima forma) farà di tutto per mandarlo in rovina.
Un Verdone in stile "Manuale d'amore", confeziona una commedia frizzante, semplice e senza pretese, che diverte senza mordere, scorre via liscia con colpi di scena e battute un po' scontate. Muccino è sempre il ragazzino (dovrà pur cambiare ruolo prima o poi) che si innamora caparbiamente, un po' goffo un po' scaltro, ma che convince anche nelle scene più ricche di pathos.




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3 aprile 2006



IO SI' CHE HO UNA MORALE
Dopo, nell'ordine, aver smerdato davanti a tutti gli impiegati due dirigenti per stimolarli, diciamo così, a levare le tende, e dopo aver fatto capire che dove c'è profumo di donna, c'è carriera, il nostro benemerito ha pensato bene di premiare chi probabilmente ha nel sangue lo spirito di servizio, la sua segretaria. Infatti è stato più volte ribadito, e a gran voce, che non vi erano "assolutamente possibilità di nuove assunzioni", ma, dopo avere licenziato decine e decine tra impiegati e operai per una transazione finanziariamente non andata per il meglio, ha pensato di premiare una giovane promessa, la sua segretaria, assegnandole (cribbio, un po' di umanità!) una posizione che avrebbe dovuto ricoprire una giovane promessa neolaureata. Pazienza se la nostra ha la bellezza di 43 anni, per cominciare la sua carriera, e pazienza se si è detto a gran voce che "noi assumiamo solo i talenti migliori", in fin dei conti la coerenza profuma di soldi?




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